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Quando è obbligatorio fare la vaccinazione antirabbica?

Con il cessare della vaccinazione antirabbica obbligatoria in Italia nel 2013, si è aperto un nuovo capitolo nella gestione della salute dei nostri amici a quattro zampe. Mentre in passato era obbligatorio, in alcune regioni, somministrare questo vaccino ai cani e gatti domestici, ora la situazione è cambiata. 

 

Fine dell’obbligo e nuove direttive 

Con il cambio normativo del 2013, l’obbligo di vaccinare ogni animale domestico contro la rabbia è stato revocato. Possiamo ricondurre l’attuarsi di questa decisione a vari fattori. 

  • Riduzione dei casi di rabbia: la malattia è diventata meno diffusa, riducendo la necessità di un’applicazione universale del vaccino. 
  • Avanzamenti nella medicina veterinaria: gli sviluppi nella medicina veterinaria hanno portato a una maggiore comprensione della malattia e delle modalità di prevenzione. 
  • Attuazione di misure preventive alternative: la riduzione del rischio di esposizione alla rabbia è stata affrontata anche attraverso misure preventive alternative, come il controllo delle popolazioni di animali selvatici e campagne di sensibilizzazione sulla responsabilità dei proprietari di animali. 

Con la vaccinazione antirabbica non più obbligatoria, si è quindi promossa l’adozione di piani vaccinali personalizzati. Ciò ha consentito ai veterinari e ai proprietari di animali domestici di collaborare per sviluppare strategie vaccinali basate su esigenze specifiche. 

Fattori come la diminuzione della rabbia nel nostro Paese e gli avanzamenti nel campo veterinario hanno portato all’abolizione in Italia dell’obbligo della vaccinazione antirabbica nel 2013

Vaccinazione antirabbica obbligatoria per viaggi internazionali 

Sebbene l’obbligo sia scomparso sul suolo italiano, la vaccinazione antirabbica rimane un requisito essenziale per coloro che intendono viaggiare con i propri amici a quattro zampe all’estero. L’intera procedura deve essere svolta per legge almeno 30 giorni prima della partenza, in quanto il vaccino viene ritenuto valido solo dopo 21 giorni dall’inoculazione. Un eventuale mancanza in tal senso comporterebbe ad una reclusione di quarantena per l’animale.   

Paesi come Irlanda, Svezia e Malta richiedono poi, oltre alla vaccinazione, una titolazione anticorpale. Si tratta di un test di verifica per gli anticorpi contro un particolare agente: in questo modo si verifica l’efficacia della vaccinazione antirabbica, fornendo documentazione ufficiale dell’immunità dell’animale. Questo esame, tuttavia, può essere compiuto solo 30 giorni dopo la vaccinazione stessa, con un tempo di risposta media di 15 giorni. 

Un altro aspetto cruciale da considerare è il periodo di validità della vaccinazione antirabbica. Una volta che l’immunità protettiva viene instaurata, successivamente all’inoculazione, può durare da 1 a 3 anni. Questa variabilità richiede quindi una pianificazione attenta in caso di viaggi frequenti, in modo che l’animale e la sua documentazione siano sempre in regola. 

 

Una protezione su misura 

Sebbene l’obbligo della vaccinazione antirabbica sia stato revocato in Italia, la protezione contro questa malattia letale rimane prioritaria per chi pianifica viaggi internazionali con il proprio animale domestico. La consulenza del veterinario è, infine, essenziale per una pianificazione su misura, garantendo la sicurezza e la salute del nostro fedele compagno durante tutte le sue avventure. 

 

 

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