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La Spagna rafforza la tutela degli animali da compagnia con una stretta che riguarda soprattutto la riproduzione casalinga e la vendita di cuccioli tra privati. In vigore dal 2023, la Ley de Bienestar Animal era già nota per il divieto di tenere cani e gatti in modo abituale su balconi e terrazze, ma la vera svolta della normativa arriva solo ora, e riguarda un ambito rimasto per anni senza regole precise: chi può far riprodurre un animale e chi può venderlo.
Fino a poco tempo fa, regalare o cedere a parenti e amici i cuccioli nati in casa era una prassi comune, spesso priva di qualsiasi controllo sanitario o tracciabilità. L’articolo 27 della legge spagnola cambia le carte in tavola: vieta la riproduzione di cani, gatti e furetti a chiunque non risulti iscritto al Registro degli Allevatori di Animali da Compagnia. La possibilità resta riservata a chi rispetta requisiti minimi di benessere, tracciabilità e controlli veterinari. Dietro la misura c’è un obiettivo preciso: arginare un fenomeno che negli anni ha contribuito a riempire i canili spagnoli di animali non voluti, dato che le cucciolate nate senza programmazione restano tra le cause più frequenti di abbandono nel Paese.
Sulla stessa linea si muove il giro di vite sulla compravendita, che chiude lo spazio lasciato finora agli annunci informali. Cani, gatti e furetti possono essere venduti solo attraverso allevatori registrati, mentre le cucciolate accidentali vanno segnalate alle autorità invece di finire sul mercato nero. Anche gli annunci online rientrano tra i canali sorvegliati: ogni inserzione deve riportare il numero di registrazione dell’allevatore e i dati identificativi dell’animale, pena sanzioni per chi pubblica offerte irregolari. Ai gatti, salvo eccezioni motivate dal veterinario, si applica inoltre l’obbligo di sterilizzazione entro i sei mesi di età, un’ulteriore misura pensata per contenere le nascite non programmate.
Lo stesso principio guida le nuove regole per negozi e adozioni. I negozi di animali non possono più vendere cani, gatti e furetti sugli scaffali e possono soltanto ospitare esemplari destinati all’adozione, in accordo con associazioni ed enti di protezione animale. Il percorso adottivo, a sua volta, segue standard più rigidi: le strutture pubbliche e le associazioni devono formalizzare un contratto con il nuovo proprietario, gli animali vanno identificati tramite microchip, non possono essere affidati prima delle otto settimane di vita e devono arrivare già sterilizzati, salvo controindicazioni legate all’età.
Ecco, in sintesi, i punti chiave della stretta introdotta dalla legge Spagna sulla riproduzione e la vendita di animali:
- Riproduzione consentita solo agli allevatori iscritti al Registro degli Allevatori di Animali da Compagnia
- Vendita di cuccioli vietata tra privati; ora possibile solo tramite allevatori registrati
- Obbligo di comunicare alle autorità le cucciolate nate per caso
- Sterilizzazione obbligatoria per i gatti entro sei mesi di età, salvo eccezioni veterinarie
- Sanzioni da 10.001 a 50.000 euro, fino a 200.000 euro nei casi più gravi
Le norme più recenti si affiancano, senza sostituirle, a quelle già note sulla custodia quotidiana degli animali: il divieto di tenerli abitualmente su balconi o terrazze, il limite di ventiquattro ore di solitudine per i cani e le sanzioni articolate per chi li lascia in auto in condizioni di pericolo, regole in vigore dal 2023.

