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Consigli Salute

La filariosi cardiopolmonare nel cane

La filariosi cardiopolmonare del cane, detta anche dirofilarisosi cardiopolmonare, ma nota più comunemente come filariosifilaria del cane, è una grave patologia che colpisce i cani, di qualsiasi razza, genere ed età. È stata dimostrata una maggiore prevalenza della malattia nei soggetti maschi e lo stile di vita dell’animale influenza la probabilità di contrarla: sono infatti maggiormente predisposti i cani di taglia grande che vivono in ambiente esterno piuttosto che quelli di piccola taglia che vivono fra le mura domestiche. La malattia è provocata da un parassita della famiglia dei Nematodi, o vermi tondi, chiamato Dirofilaria immitis. Il parassita adulto può raggiungere dimensioni considerevoli: 12-17 cm il maschio, 25-32 le femmine. La diffusione in Italia è maggiore nelle regioni del nord. La trasmissione della malattia avviene attraverso la puntura delle zanzare comuni e anche della tigre.

Il ciclo della filaria

  • La zanzara punge un animale infetto (l’ospite definitivo) e ingerisce con il sangue le microfilarie (larve al primo stadio dette L1).
  • All’interno della zanzara le larve maturano, nel giro di una settimana circa, passando allo stadio 2 (larve L2). Trascorsa un’altra settimana circa, evolvono allo stadio successivo (larve L3): forma infestante.
  • Le larve L3 migrano nell’apparato buccale della zanzara: in questo modo trasmetterà il parassita quando pungerà un animale per nutrirsi del suo sangue.
  • Nell’animale infestato, le larve migrano nei capillari e, nel giro di circa 10 giorni si trasformeranno in larve L4; queste, passeranno poi allo stadio L5. Successivamente le macro-filarie si insedieranno nel cuore e nelle arterie polmonari del cane.
  • Le filarie adulte possono riprodursi e rilasciare le micro-filarie nel torrente circolatorio; le micro-filarie (larve L1) giungono ai vasi capillari dove infestano un’altra zanzara durante il suo pasto di sangue e il ciclo ricomincia.
  • Nella fase finale si ha la morte delle filarie adulte.

La trasmissione della malattia avviene attraverso la puntura delle zanzare comuni e anche della tigre

SINTOMATOLOGIA

Generalmente la filariosi cardiopolmonare nel cane si manifesta con sintomi subdoli e aspecifici. Considerando il fatto che possono trascorrere fino a 4 mesi prima che i parassiti adulti si insedino nella sede definitiva (cuore ed arterie polmonari) e che deve passare ancora tempo perché raggiungano dimensioni e quantità tali da dare sintomi, risulta evidente che quando ci si accorge che qualcosa non va nell’animale la patologia è presente nel soggetto da molto tempo.

La sintomatologia viene suddivisa solitamente in quattro classi sintomatiche

  1. Classe 1 (forma subclinica o lieve)

Non si notano nell’animale segni che possano far pensare alla presenza della malattia. Un esame di laboratorio che ricerchi gli antigeni della filaria risulterebbe però positivo. In definitiva, il cane è malato, ma il numero di parassiti presente non è sufficiente a provocare ancora sintomi.

In classe 1 la prognosi è favorevole.

  1. Classe 2 (filariosi in forma moderata)

I parassiti sono cresciuti in numero e dimensioni tali da causare nel cane vari sintomi tra i quali:

  • affaticamento
  • difficoltà nel respirare sotto sforzo
  • soffio cardiaco
  • calo ponderale

In classe 2 la prognosi è favorevole con riserva.

  1. Classe 3 (filariosi in forma grave)

Le filarie hanno raggiunto ormai numero e dimensioni tali da provocare varie lesioni a livello cardiaco e alle arterie polmonari.

Sintomi:

  • aspetto del cane visibilmente provato
  • calo di peso
  • dispnea (difficoltà respiratoria)
  • incremento della frequenza respiratoria (tachipnea)
  • tosse
  • eritrocitopenia (riduzione del numero dei globuli rossi)
  • incremento del volume addominale
  • insufficienza cardiaca destra
  • epistassi (perdite di sangue dal naso)
  • formazione di tromboemboli
  • alterazione della funzionalità polmonare

In classe 3 la prognosi è riservata.

  1. Classe 4 (sindrome della vena cava, SVC)

Il numero e le dimensioni dei parassiti sono talmente elevati che ormai risultano occupare non solo la parte destra del cuore e le arterie polmonari, ma anche la vena cava la cui ostruzione pone in gravissimo pericolo di vita l’animale.

In classe 4 la prognosi è molto riservata.

TRATTAMENTO DELLA FILARIOSI CARDIOPOLMONARE NEL CANE

Nel momento in cui venga diagnosticata tale patologia si procede, previa valutazione dello stato di salute dell’animale, con la terapia adulticida. Tale trattamento prevede di uccidere i parassiti adulti insediati a livello cardiaco e polmonare. Le terapie sono diverse in base alla classe sintomatica in cui si trova l’animale. È facilmente intuibile che più è precoce la diagnosi di questa patologia, maggiori sono le chance del cane di salvarsi.

Le terapie sono diverse in base alla classe sintomatica in cui si trova l’animale

Terapia a seconda della classe sintomatica

 1: terapia adulticida (il farmaco più usato solitamente è la melarsomina), terapia collaterale e limitazione dell’attività fisica;

2: combinazione di terapia adulticida, terapia collaterale e riposo forzato.

3: necessario ricorrere a farmaci sintomatici, terapia adulticida, terapia collaterale e riposo forzato.

4: oltre alla terapia sintomatica è necessario ricorrere all’intervento chirurgico per rimuovere le forme adulte dalla localizzazione definitiva.

Interventi preventivi

  • minimizzare le possibilità che la zanzara entri in contatto con il nostro cane mediante sostanze repellenti. Nelle ore notturne, durante i periodi in cui si ha la presenza delle zanzare, è opportuno tenere i nostri amici in luoghi chiusi protetti eventualmente con zanzariere.
  • trattare in modo costante il nostro cane con farmaci che agiscono inibendo lo sviluppo dei parassiti adulti; questa cura viene detta terapia micro-filaricida: questa terapia è una vera e propria cura per impedire che le micro-filarie possano evolvere a parassita adulto. Questa tipologia di trattamento andrebbe intrapresa nel periodo che va da aprile a dicembre compreso. La cura può essere intrapresa su animali che abbiano compiuto almeno 6 settimane di vita.

Negli animali che non sono mai stati sottoposti a trattamenti di profilassi, può essere opportuno eseguire un test per la ricerca degli antigeni della filaria: test semplice, scarsamente invasivo e non doloroso che si esegue prelevando qualche goccia di sangue.

Autrice: Dr.ssa Chiara Bottaro, DVM, DVMC

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