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Sollevare un cane sembra un gesto banale, ma farlo nel modo sbagliato può causare danni reali: stiramenti muscolari, problemi articolari, dolore acuto – e in alcuni casi un cane che inizia ad associare il contatto fisico con qualcosa di spiacevole. Dall’altro lato, anche la tua schiena ti ringrazierà quando utilizzi una tecnica giusta.
Che tu abbia un cucciolo di Chihuahua o un Labrador adulto, conoscere i principi corretti per prendere in braccio il proprio cane fa la differenza nella quotidianità, nelle visite veterinarie e in ogni situazione d’emergenza.
Perché imparare a sollevare un cane nel modo giusto
Molti proprietari afferrano il cane d’istinto, senza pensarci troppo: una mano sotto la pancia, una tirata verso l’alto, e il gioco è fatto. Il problema è che questa abitudine, ripetuta nel tempo, può causare danni che si accumulano in silenzio. Le articolazioni degli arti anteriori, la colonna vertebrale e la muscolatura del torace sono zone sensibili, specialmente nei cuccioli, nei cani anziani e nelle razze con conformazioni particolari come i bassotti o i corgi, che hanno un rachide lungo e delicato.
Un sollevamento scorretto non fa solo male fisicamente. I cani imparano per associazione: se ogni volta che vengono presi in braccio sentono una fitta o si trovano in una posizione instabile che li spaventa, iniziano a temere quel momento. Col tempo, un cane che in passato si faceva prendere senza problemi può diventare reattivo, irrigidirsi, ringhiare o tentare di scappare non appena vede una mano avvicinarsi. Questo chiaramente rende tutto più complicato (le visite dal veterinario, il grooming, le emergenze, etc.).
C’è poi la questione della schiena umana. Sollevare anche un cane di taglia media con la schiena piegata in avanti invece di usare le gambe è un classico errore che, nel lungo periodo, porta a lombalgie e contratture. Con i cani grandi il rischio sale ulteriormente: uno strappo mal gestito mentre si tenta di sollevare un cane di 30 kg può tradursi in un infortunio serio. Imparare la tecnica corretta, quindi, protegge al tempo stesso sia il cane sia chi lo solleva. Ed è una di quelle cose che, una volta acquisita, diventa automatica.
I principi base per sollevare un cane in sicurezza
Prima di entrare nelle specifiche per taglia, vale la pena fissare alcuni principi che si applicano sempre, indipendentemente dal peso o dall’età del cane.
Il primo riguarda le mani: servono sempre entrambe. Una va posizionata sotto il torace, appena dietro gli arti anteriori, per sostenere il peso frontale. L’altra va sotto il posteriore – sotto le cosce, il bacino o la pancia – per distribuire il carico in modo uniforme. Tenere il cane sospeso solo con una mano o appoggiato su un unico punto di sostegno crea pressioni eccessive su zone specifiche e lo fa sentire instabile, aumentando la probabilità che si dimeni.
Il secondo principio è la vicinanza al corpo. Una volta sollevato, il cane va tenuto aderente al petto, non tenuto a braccia tese davanti a sé. Più il cane è lontano dal baricentro, più lo sforzo muscolare aumenta per chi lo regge e più il cane si sente in bilico, con tutto ciò che ne consegue in termini di agitazione.
Il terzo riguarda chi solleva: gambe piegate, schiena dritta, sollevamento con la spinta delle cosce. La stessa meccanica che si usa in palestra per uno squat. Piegare la schiena in avanti e sollevare con i muscoli lombari è la causa principale di dolori ed infortuni, specie con cani dai 10 kg in su.
Altrettanto importante è la preparazione del cane. Avvicinarsi dall’alto o di scatto attiva la risposta di allarme in molti soggetti. Meglio accovacciarsi, avvicinarsi di lato, lasciare che il cane annusi le mani e dare un segnale verbale sempre uguale – “su”, “ti prendo”, una parola qualsiasi purché coerente – prima di procedere con il sollevamento. La prevedibilità rassicura.
Lo scruff non è un metodo di trasporto naturale: le madri canine spostano i cuccioli afferrandoli per la collottola solo nei primissimi giorni di vita, quando pesano pochissimi grammi. Applicare la stessa logica a un cane adulto non ha alcuna base etologica.
Come sollevare un cane in base alla taglia
La tecnica di base rimane la stessa, ma ogni fascia di peso porta con sé accorgimenti specifici.
- Cuccioli: hanno muscoli, articolazioni e collo ancora poco sviluppati, e per questo tollerano male posizioni scorrette o prese instabili. Una mano va posizionata sotto il torace, appena dietro le zampe anteriori. L’altra sostiene il posteriore sotto le cosce. Nei cuccioli molto piccoli, la testa e il collo possono essere appoggiati delicatamente sull’avambraccio per un sostegno ulteriore. L’altezza dal suolo dovrebbe essere minima: gestire un cucciolo da seduti sul pavimento o su una superficie bassa riduce il rischio in caso di movimenti improvvisi. I bambini non dovrebbero mai sollevare cuccioli senza la guida di un adulto che ne controlli la presa: la tendenza a stringere o a prenderli “sotto le ascelle” è istintiva ma potenzialmente dannosa.
- Cani di piccola taglia: pesano di più dei cuccioli ma si muovono spesso con rapidità imprevedibile. Una tecnica efficace è far scorrere il braccio dominante sotto il petto in modo che il torace poggi sull’avambraccio, mentre l’altra mano sostiene o “ancora” il posteriore al fianco. Una volta sollevato, va tenuto aderente al corpo con una presa ferma ma non compressiva. Per i soggetti molto nervosi o reattivi, avvolgerli in un asciugamano prima di sollevarli (la cosiddetta tecnica “burrito”) può contenere le zampe, ridurre i graffi e dare al cane una sensazione di contenimento che molti trovano rassicurante.
- Cani di taglia media: intono ai 10-20 kg la meccanica corporea di chi solleva diventa decisiva. Ci si accovaccia con i piedi alla larghezza delle spalle, un braccio avvolge il torace alla base delle zampe anteriori, l’altro passa dietro alle cosce. Il cane viene stretto al petto e poi ci si alza usando le gambe, senza strappare con la schiena. Quando si deve posizionare il cane su un tavolo (dal veterinario, dal toelettatore, etc.) la cosa migliore è avvicinare il proprio corpo al piano, appoggiare prima il petto e le spalle del cane, poi accompagnare dolcemente il posteriore. Evitare sempre di “lanciarlo” o di lasciarlo cadere.
- Cani di taglia grande: con un cane che supera i 25-30 kg, il rischio principale non riguarda solo il cane ma anche chi solleva: perdere il controllo dell’animale a mezz’aria o ruotare il busto sotto carico può causare infortuni seri. Quando il sollevamento è inevitabile, un braccio va davanti al torace e l’altro dietro le zampe posteriori, con il cane stretto al tronco e la spinta che parte dalle gambe senza torsioni laterali. Per gli spostamenti orizzontali (bagagliaio, lettino veterinario, etc.) meglio fare piccoli passi laterali mantenendo il cane aderente al corpo. In molti casi, però, la scelta più sensata è non sollevarlo affatto: rampe, scalette e pedane risolvono la maggior parte delle situazioni quotidiane senza rischi. In casi d’emergenza, due persone con una coperta usata come barella improvvisata permettono di spostare un cane grande mantenendolo in posizione orizzontale.
Come sollevare un cane anziano o con problemi articolari
Artrosi, displasia dell’anca, ernie discali, debolezza muscolare progressiva: nei cani sopra gli 8 anni questi problemi sono tutt’altro che rari, e rendono il sollevamento un momento che richiede ancora più attenzione rispetto al solito.
La regola principale, anche in questi casi, è evitare il sollevamento quando possibile. Rampe con superficie antiscivolo per salire in auto, gradini bassi per accedere al divano o al letto, tappetini posizionati vicino alle superfici rialzate: sono soluzioni semplici che riducono drasticamente lo stress fisico su articolazioni già compromesse. Un cane anziano che può muoversi autonomamente, anche lentamente, si affatica meno e mantiene più a lungo la muscolatura attiva rispetto a uno che viene sollevato sistematicamente.
Quando il sollevamento è invece necessario – per una visita veterinaria, per assistere un cane che non riesce ad alzarsi da solo, o dopo un intervento chirurgico – la tecnica va adattata. Un braccio va posizionato intorno al torace e uno intorno alla zona lombare o al bacino, cercando di distribuire il peso in modo più uniforme possibile. Il movimento deve essere simmetrico e lento, senza torsioni né strappi. Al primo segnale di dolore (vocalizzazione, irrigidimento improvviso, tentativo di divincolarsi, etc.) ci si ferma.
Gli errori più comuni quando si solleva un cane
Alcune abitudini scorrette sono così diffuse da sembrare normali. Vale la pena nominarle una per una, perché ciascuna ha conseguenze concrete.
- Prendere il cane “sotto le ascelle”: è l’errore più frequente, mutuato dal modo in cui si raccoglie un bambino piccolo. Con i cani, però, sollevare tutto il peso del corpo caricandolo sugli arti anteriori e sulla zona ascellare può danneggiare la muscolatura e le articolazioni delle spalle, soprattutto se fatto ripetutamente.
- Tirare per la coda o per la pelle del collo: lo scruff – la pelle della collottola – viene a volte usato per afferrare i cuccioli, ma negli adulti è doloroso e può causare microlesioni. La coda non va mai usata come punto di presa: oltre al dolore, si rischia di danneggiare le vertebre coccigee.
- Movimenti bruschi o improvvisi: sollevare un cane di scatto, ruotarlo bruscamente mentre è in aria o “lanciarlo” su una superficie sono tutti gesti che possono causare stiramenti o traumi. Ogni movimento va eseguito in modo fluido e controllato.
- Lasciare che i bambini sollevino cani senza supervisione: i bambini tendono istintivamente a stringere, a sbilanciare il cane o a tenerlo in posizioni scomode. Con cuccioli e cani piccoli, una caduta anche da poca altezza può avere conseguenze serie. La supervisione di un adulto che guidi la presa è sempre necessaria.
- Sollevare un cane con sospetta lesione spinale senza supporto rigido: in caso di trauma, incidente o sospetto danno neurologico, sollevare il cane nel modo consueto può peggiorare la situazione. In questi casi va mantenuto il più possibile orizzontale e sorretto su una superficie rigida, come un’asse o un cartone spesso, fino all’arrivo dal veterinario.
Come capire se il cane è a disagio mentre lo sollevi
Un cane che tollera bene il sollevamento rimane rilassato, non cerca di divincolarsi e non mostra segnali di tensione. Quando invece qualcosa non va – per paura, dolore o associazioni negative pregresse – il corpo lo comunica con chiarezza, spesso prima ancora che arrivi una reazione più evidente come un ringhio.
I segnali da osservare includono:
- irrigidimento improvviso del corpo
- orecchie appiattite
- coda bassa o tra le zampe
- leccamento delle labbra fuori contesto
- sbadigli ripetuti
- piagnucolii
- qualsiasi tentativo di sfuggire all’avvicinamento
Un cane che si allontana, si gira dall’altra parte o si abbassa quando si tenta di raccoglierlo sta comunicando disagio in modo inequivocabile.
Se il cane ha avuto esperienze negative in passato può aver sviluppato un’avversione generalizzata al gesto. In questi casi, forzare non risolve nulla e di solito peggiora la situazione. L’approccio più efficace è una desensibilizzazione graduale: si inizia con tocchi brevi e neutri associati a premi, poi si introduce la posizione delle mani, si solleva di pochi centimetri e si rimette subito giù, aumentando progressivamente la durata e l’altezza nel tempo. Ogni sessione deve finire prima che il cane mostri segnali di stress, mai dopo.
Costruire un’abitudine coerente aiuta molto: stesso segnale verbale, stesse posizioni delle mani, premio sistematico dopo essere stati rimessi giù. La prevedibilità abbassa la soglia d’ansia e, nel tempo, trasforma un momento potenzialmente stressante in qualcosa di ordinario e accettabile per il cane.


